1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer>
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
  • Creste di Confine
Messaggio
  • Informativa

    Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

    Visualizza Cookie Policy

Sab 11 Luglio: Come le Foglie al Vento( Giro delle Borgate di Dolcetto)

Scritto da Diego Rossi 22 Giugno 2015

SABATO 11 LUGLIO: COME LE FOGLIE AL VENTO.( GIRO DELLE BORGATE DI DOLCEDO)


La guida ambientale escursionistica Jack in The Green, Natalino Trincheri, botanico esperto e narratore,  e lo scrittore Marino Magliani autore di numerosi romanzi tra cui “L'Estate di Marengo” e “ La Tana degli Alberibelli” sono lieti di accompagnarvi in una passeggiata tra le borgate di Dolcedo. In questo primo appuntamento in cui letteratura ed ambiente marceranno a braccetto da un luogo all'altro dell'entroterra della Val Prino risolveremo alcuni aneddoti relativi alla zona oltre a scoprire i luoghi in cui soggiornava il poeta Giovanni Boine.

Camminando tra la dolcezza degli ulivi toccheremo la frazione Bellissimi con la sua tradizione delle mongolfiere, la borgata Magliani e il paese di Lecchiore i cui laghetti al fresco delle roverelle ci offriranno piacevoli momenti ristorativi . L'escursione sarà accompagnata da letture, (Brani di scrittori liguri e non solo, oltre a interventi di natura botanica da parte dell'esperto Natalino Trincheri che ci accompagnerà in alcuni tratti della passeggiata.

A questo primo appuntamento storico-letterario ne seguirà un secondo Sabato 1 Agosto andando a visitare la contea di Petralata, da Molini di Prelà a Villatalla.


Dislivello: 350 mt. Costo a partecipante: 10 euro. Pranzo libero.

Equipaggiamento: Scarponcini con buona suola, t shirt di ricambio, 1 litro d'acqua. Per motivi logistici si consiglia di prenotare entro venerdì 10 Luglio alle ore 15,00.

Info e Contatti: Jack in The Green( guida ambientale ed escursionistica: tel 3341217884).


CASTELMAGNO DOC( VEN 14-DOM 16 in Val Grana)

Scritto da Diego Rossi 22 Giugno 2015

CASTELMAGNO DOC


FERRAGOSTO DI TREKKING E MUSICA IN VAL GRANA: da Venerdì 14 a Domenica 16 Agosto.


Il vento fa il suo giro nelle notti estive delle valli occitane e spinge i cuori avventurosi a vivere speciali emozioni alpestri.

Per l'occasione trascorreremo un week end di Ferragosto in alta Val Grana nel segno del Trekking e della musica, della cultura e della tradizione occitana.

Si tratta di una terra avvolta da miti e leggende legata ai sarvan e alle masche, in cui le rocche, le cime e le selle evocano sovente il ricordo di antichi prodigi.

A coronamento di questo fine settimana immersi tra le verdi praterie della Val Grana ci sarà il concerto dei Lou Dalfin, il più rinomato gruppo musicale occitano che nel pomeriggio di Ferragosto infiammerà il sagrato del Santuario di San Magno per fare vivere ai presenti due ore intense e struggenti di musiche, balli e racconti d'occitania.



Venerdi' 14 Agosto:Pradleves


Partenza ore 15,00 da Olivetta San Michele( Bar Gazoline). Arrivo a Pradleves intorno alle 17,30/45. Sistemazione in struttura( Albergo Leon d'Oro) e breve giro turistico del borgo. Per motivi logistici si consiglia di prenotare entro Lunedì 6 Luglio.


Quota 2 notti più mezza pensione: Prezzo Camera Doppia: 160 euro

Camera Singola: 100 euro. Camera quadrupla: 280 euro.

Quota 2 notti più mezza pensione.

Quota trekking a persona: 12 euro.


Sabato 15 Escursione. Alla Scoperta della Borgata Narbona e Festa del Concerto dei Lou Dalfin.


Narbona è un borgo che sta scomparendo, l'ultima Thule, l'estrema fra le terre abitate. Abbandonato dai suoi abitanti fin dalla fine degli anni '50 è rimasto così, ancora con i mobili nelle case, fino ai giorni nostri. Ora le intemperie e gli anni che trascorrono lo stanno riducendo ad un ammasso di ruderi. Il borgo, stretto tra la Cima Crosetta (2194 m) e la Rocca Cernauda (2284 m), è situato nella nascosta comba di Narbona, ad est del Monte Tibert.

Superato poi il paesino di Pradleves si raggiunge Campomolino dove è allestita la Casa-Museo una “Casa per Narbona” e, ad inizio paese, ci si infila a destra nella stretta strada a tornanti che raggiunge la borgata Colletto (1268 m) dove si trova parcheggio su un piccolo piazzale.

Tornati indietro al tornante precedente prendiamo la strada (indicazioni) che si inoltra verso Valliera e Narbona (l’Arbona in dialetto provenzale).

Dopo un po’, ad un bivio, abbandoniamo la strada che prosegue per Valliera e il Colle della Margherita seguendo invece il sentiero che incide lateralmente i pendii fortemente scoscesi del vallone di Narbona.

Durante i primi tratti di salita, sul lato destro, possiamo osservare una massicciata in pietre che serviva da “posa dei morti” (nel periodo invernale i morti venivano custoditi in qualche fienile della borgata e portati al cimitero di Colletto solamente quando non c’erano più problemi con la neve).

Il sentiero prosegue e va a raggiungere su un poggio panoramico un piloncino (pilone di Narbona), dal quale si ha una bella visuale di Campomolino e dell’aguzza Rocca Cucuja.

Contornando asperità rocciose la mulattiera prosegue tenendosi a debita distanza dal fondo valle, procedendo con leggere salite e discese tra betulle, frassini e qualche ginepro e scavalcando di tanto in tanto rivoli laterali.

Superando lungo il cammino numerosi rivoli laterali raggiungiamo, ad un bivio, il sentiero proveniente dal fondovalle di Campomolino e, più avanti, ci imbattiamo in una costruzione in pietra denominata “il Tech”.

Poco oltre scavalchiamo un rio che raccoglie le acque di una comba soprastante ed in salita a zig-zag ci inoltriamo verso un lungo viale di frassini che precede la borgata di Narbona (1495 m).

Il paesino, abitato fino alla fine degli anni ’50, è ora in completo stato di abbandono. Facendoci largo tra le macerie delle vecchie case, dopo aver superato la cappella della Madonna della Neve, nella quale sono ancora presenti i banchi di preghiera, girovaghiamo tra le tante antiche abitazioni crollate o che stanno per crollare.

Proseguendo a mezza costa si incontra il Rio Salmiria e poco dopo inizia l'impegnativa salita tra i tornanti che argina uno sperone roccioso che porta l'appellativo sinistro di Rocca de la Morte.

Dalla cima della rocca, il sentiero prosegue a mezza costa e superato un secondo sperone roccioso dopo una breve ma irta salita si raggiunge un ampio pianoro detto Pian del Bue.

Attraversato il Rio Narbona si prosegue su un lungo tornante incrociando il percorso proveniente dalla Basse di Narbona.

Qui si svolta a sinistra procedendo verso il passo des Crousetes e sovrastante le ampie conche pascolive del Chastlar. Nei pressi del Colle si può visitare lou pertus de patarasa, un pertugio contenente all'interno del ghiaccio perenne. Svoltando a sinistra invece il sentiero va incrociare la pista forestale che scende al Santuario di San Magno dove alle 16,00 vi sarà il proverbiale concerto dei Lou Dalfin.


DOMENICA 16 Agosto: Partenza ore 9,00 da Pradleves x Cialancia. Pranzo al sacco o Libero. Dislivello: 537 mt Durata: 3 h


Il percorso, di grande valore paesaggistico, è costellato di luoghi leggendari in cui affiorano continui racconti popolari che ci trasportano in un mondo intriso di mitologia, evocata dal curioso fenomeno della pareidolia.

Il borgo di Cialancia si raggiunge lungo una ripida salita in pietre e cemento. Al primo tornante verso sinistra si lascia a destra il sentiero per borgata Grange. Al successivo tornante, si lascia a sinistra (paline) il sentiero per il Pount de Rulavà e la borgata Colletto (Culet) per la Vio di Mort.

Entrambe le diramazioni fanno parte del lungo itinerario denominato La Curnis invero non troppo frequentato e segnalato.

Raggiunte le ultime case, a fianco del forno, la salita in pietra e cemento termina e si svolta a sinistra (paline) sul sentiero per Cauri. Il comodo sentiero passa tra alcune case , lascia quasi subito un evidente sentiero a sinistra che ridiscende verso Cauri, poi prosegue a mezzacosta tra vecchi terrazzamenti ricolonizzati dal bosco e vecchi castagneti. Lasciata una traccia che si stacca a sinistra, inizia una moderata ma costante salita che porta prima a passare un impluvio, quindi a doppiare un costone.

Si prosegue in falsopiano, poi in leggera discesa fino ad un bivio, ancora a sinistra, che si ignora.

*Il bivio, indicato da un artigianale pezzo di stoffa rosso legato ad un albero e da un più convenzionale ometto in pietre, può trarre in inganno sulla via del ritorno, dal momento che l'evidente sentiero si stacca quasi parallelo al sentiero principale.

Passato il bivio, il sentiero s'innalza nuovamente per portarsi su un costone dal quale si aprono bei panorami sulla media Valle Grana. Oltre il crinale riprende il mezzacosta in leggero saliscendi; giunti ad un boschetto di faggio, il sentiero s'innalza improvvisamente a stretti tornanti, con pendenze sostenute, per valicare l'ennesimo costone presso una sorta di colletto da dove si aprono nuovamente bei panorami sulla Valle Grana.

Abbandonata la faggeta, ricomincia il mezzacosta in leggero saliscendi poi, con leggera ma costante discesa, si arriva ad un impluvio. Si guada il piccolo rio e, sul versante opposto, si percorrono le ultime decine di metri che separano dalla borgata Cauri.

Sulle Tracce di Merlino: Trekking in Val Gesso

Scritto da Diego Rossi 20 Giugno 2015

Sulle Tracce di Merlino: La Val Gesso, Jack in The Green con La Guida ed Esperto Naturalista Fabiano Sartirana.

Due giorni di trekking nel Parco Naturale Regionale delle Alpi Marittime passando per laghi secolari frequentati da stambecchi, osservando incisioni rupestri, calcando antiche leggende ed ammirando panorami alpini di rara bellezza.
Notizie Logistiche: Ritrovo ore 7,00 dal Bar Gazoline di Olivetta San Michele oppure alle 8,45 a Borgo San Dalmazzo davanti ad Antichità Giorgis.
Costo Trekking: 20 euro. Pernottamento presso il rifugio San Giacomo e cena al Ristorante Baita Monte Gelas.
Prezzo Mezza Pensione: 42 euro.
Portare Sacco a Pelo.

Equipaggiamento x il trekking: Scarponcini con buona suola, t shirt di ricambio, ki way, mantella, pantaloni lunghi. Opzionali: pila, corda, costume.

Info e Contatti: Diego Rossi-Jack in The Green( tel:3341217884). E mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. website: www.crestediconfine.com Si consiglia di prenotare entro lunedì 29 giugno.



MARTEDI' 4 AGOSTO : SAN GIACOMO- LAGO VEJ BOUC

Partenza: San Giacomo di Entracque (1213 m)
Arrivo: Lago del Vej del Bouc (2054 m)
Tempo di percorrenza: 5 ore e mezza A/R
Dislivello: 850 m

Il Lago del Vej del Bouc è tra le mete preferite dai visitatori del Parco per la bellezza dell'ambiente e il fascino esercitato dalle misteriose incisioni rupestri (di difficile osservazione perché in parte abrase dagli agenti atmosferici) che sono state ritrovate in prossimità dello specchio d'acqua.
Dal ponte di San Giacomo per la rotabile asfaltata di sinistra si raggiunge la ex palazzina reale di caccia e una caserma immerse nella faggeta dalle piante secolari. L'itinerario prosegue per la carrareccia che passa tra i due fabbricati dietro i quali ci si può approvvigionare d'acqua ad una fontana. Seguendo il tracciato della strada che si inoltra tra gli alberi sulla destra orografica del vallone di Moncolomb si arriva al gias dell'Aiera 1.349 m. e successivamente ci si affaccia al vasto Piano del Rasur 1.397 m. Si perdono alcuni metri di dislivello e si attraversa l'ampia distesa pascoliva dominata dalle alte cime del gruppo Gelas-Maledia-Clapier. Pervenuti con alcuni sali e scendi al gias del Vej del Bouc sottano 1.430 m. si prosegue per una larga mulattiera che compiendo alcune svolte passa nei pressi di una sorgente e attraversa una macchia di faggi. Per pascoli si arriva al rio della Roccia che si supera tra rocce instabili. Ora con lunghi e comodi tornanti si guadagna quota sulle pendici erbose dove sovente si osservano camosci e stambecchi. Dopo due lunghi traversi separati da uno zig-zag ci si affianca al rio e lo si attraversa con una passerella di legno. Una breve successione di svolte conduce alla conca che ospita il lago e anche un casotto di vigilanza del Parco.

MERCOLEDI' 5 AGOSTO GIAS DELLE MOSCHE- LAGHI DI FREMAMORTA. Durata: 5h30 Dislivello: 860 mt intero anello.

'Laghi, cascate e altre meraviglie' sono questi gli ingredienti di questo trekking nel Parco delle Alpi Marittime che dal Gias delle Mosche porta ai Laghi di Fremamorta.
Il percorso e' affascinante, se il tempo e' buono, per tutto il percorso guardando verso sud ci fa' compagnia l'imponente serra dell'Argentera con tutte le sue bellezze. 
La salita è un po' faticosa ma appagata dai notevoli panorami che si aprono al nostro sguardo. Dalla strada che sale da Terme di Valdieri a Pian della Casa del Re si stacca sulla destra, poco prima del posteggio di Gias delle Mosche, un tratturo che scende al sottostante gias. E' questo l'inizio del sentiero (segnavia N16), che subito scende ad attraversare su ampio ponte in legno il Torrente Gesso della Valletta. Sul versante opposto il sentiero risale dapprima una conoide detritica tra una bassa vegetazione di mirtilli e lamponi e qualche sparuto larice, quindi si addentra in un rado bosco di larice misto a pini ed abeti. Nel bosco la salita procede con una infinita serie di ampi tornanti fino a quando il sentiero piega decisamente verso S e inizia un lungo traverso a mezzacosta in salita . Ora su terreno aperto e pietraia, il sentiero offre un ottimo panorama sul sottostante Pian della Casa del Re , sul Massiccio dell'Argentera e sul Vallone dell'Argentera. 
Superato un panoramico costone, il traverso prosegue perdendo leggermente quota prima di riprendere a salire. Poco oltre ricomincia una lunga serie di tornanti, inizialmente ampi, che portano ad incrociare un piccolo rio. I tornanti risalgono il pendio detritico, man mano più ravvicinati, e attraversano nuovamente un piccolo corso d'acqua (pochi metri prima, nascosta tra la vegetazione, una piccola fonte, ultima acqua fino al colle se si eccettua quella dei laghi). Con un ultimo tratto in salita, ancora a tornanti, il sentiero si immette sull'ampia mulattiera ex-militare (segnavia N16) che collegava i Baraccamenti di Valscura con i Ricoveri di Fremamorta proprio in corrispondenza del Lago sottano di Fremamort.
Si segue la mulattiera verso sinistra, in direzione del Colle di Fremamorta, raggiungendo in breve il Lago mediano di Fremamorta .
Poco oltre il Lago mediano, dopo un paio di tornanti, s'incontra una prima traccia a sinistra (ometti) per il Bivacco Guiglia. Seguendola, si traversa in salita fino alla sommità della spalla rocciosa che chiude a valle i Laghi di Fremamorta. Qui si riceve da destra un'altra traccia che sale sempre dalla sottostante rotabile ex-militare e si raggiunge, in poche decine di metri, il Bivacco Guiglia.
Dal Bivacco Guiglia di cui si gode di un notevole colpo d'occhio sul complesso delle Alpi Marittime si fa ritorno al Gias delle Mosche, passando per il Lago Soprano di Fremamorta e il Pian della Casa. In quest'ultima località sarà possibile osservare la famosa roccia, che secondo una leggenda locale risulterebbe trattarsi della tomba di Merlino

Ven 21/Dom 23 A Cuor Contento nella Notte Oscura( Cerreto Alpi e dintorni)

Scritto da Diego Rossi 12 Giugno 2015

Ven 21/Dom 23 AGOSTO.

A CUOR CONTENTO NELLA NOTTE OSCURA.

Trekking di tre giorni nella Val Secchia all'interno deI Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano,immersi in ambienti variegati che vanno dai depositi morenici e ghiacciai del settore più settentrionale, ai boschi di conifere e di faggio nei tratti intorno ai 1300 mt fino al paesaggio agricolo dei versanti più dolci. 
Territorio di grande pregio naturalistico ospitante animali come il lupo, il muflone, il capriolo, l'aquila reale e rarità botaniche che fanno di intere zone veri e propri giardini botanici naturali offre altresì elementi significativi anche sul piano storico e antropologico in virtù della sua posizione geografica a ridosso del confine tosco-emiiano.  
Ci troviamo infatti dinnanzi ad un percorso di antica origine che collega la pianura e il mare, dove La leggenda vuole che uno fra i primi a servirsi del Passo del Cerreto per arrivare nella Pianura Padana sia stato Annibale, alla guida delle truppe con cui marciava verso Roma. 
Se lo scenario si presenta piuttosto suggestivo altrettanto accattivante sarà il contesto che vivremo in quei giorni in quanto si celebrerà la Festa della Notte Oscura, evento voluto e creato dal cantante e scrittore Giovanni Lindo Ferretti, che per altro è nativo e vive nel borgo di Cerreto Alpi.
Nata con l’idea di recuperare l’atmosfera del paese di un tempo, il piacere della narrazione orale, dell’ascolto di voci sussurrate o, perché no, del silenzio, si presenta come un rituale di altri tempi dove non si accendono le luci, si abbassano le voci, e si cena a lume di candela.

Come arrivare: da Ventimiglia prendere la A10 per Genova. Proseguire nell'Autostrada A12 Genova-Livorno in direzione Genova, prendere l'autostrada A15 La Spezia-Parma direzione Parma e uscire ad Aulla. Da qui seguire le indicazioni per Fivizzano immettendosi sulla statale 63 per il Passo del Cerreto.
Per chi parte da zona Ventimiglia ritrovo Autoporto 6,30..per chi parte da zona Bordighera ritrovo Garden Shop 6,40..appuntamento di gruppo ore 7,30 Autogrill Ceriale oppure uscita autostrada Aulla ore 9,30.

Dove dormire: Albergo e Ristorante Passo del Cerreto: www.passodelcerreto.it. Pernottamento: 35 euro a persona con cena 50 euro c.a tel: 0585 949666-0522898146.
email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Quota di partecipazione al Trekking( 3 gg): 30 euro

Info Trekking: Jack in The Green( tel:3341217884) website:www.crestediconfine.com.
*Tenendo conto che il periodo indicato è in alta stagione si consiglia di prenotare con un certo margine di anticipo, preferibilmente entro Giovedì 25 Giugno 2015.
Qualora esaurissimo i posti letto nella struttura indicata si cercherà di trovare per i restanti partecipanti sistemazioni nelle strutture ricettive di Cerreto Laghi e Passo del Cerreto( albergo, bed and breakfast, camping)

Programma Escursioni: 


VEN 21 AGOSTO: Cerreto Alpi e i Laghi

Punto di partenza: Cerreto Alpi 921 m
Punto di arrivo: Cerreto Alpi
Grado di difficoltà: E
Tempo di percorrenza: 4 h
Dislivello: 450 m
Segnavia: 649, 649 F, 649E, in parte assenti

Notevole escursione tra i monti di Cerreto, quasi del tutto sui depositi morenici di origine glaciale, i cui resti più spettacolari sono i laghi Pranda, Gore e Scuro, e le altre innumerevoli torbiere. Si svolge in gran parte su mulattiere storiche, in gran parte selciate, che rischiano tuttavia di scomparire ingoiate da vegetazione e scalzate dalle piogge torrenziali degli ultimi anni.
Diviso in tre borgate adiacenti, Cerreto ha una lunga e travagliata storia, dovuta alla posizione strategica alla base dei valichi commerciali tra versanti liguri, toscani e lombardi dell'Appennino. Nonostante alcuni restauri e nuove costruzioni un po' incongrue degli ultimi decenni, conserva un fascino intatto di insediamento montano, risparmiato dalla viabilità principale. Una rete di mulattiere antiche, in parte ancora selciate lo lega ai borghi vicini (Collagna, Valbona, Ligonchio, Sassalbo) e ai suoi storici territori per lo più a bosco di cerri e faggi, pascolo e castagneto. Una cooperativa di giovani del paese, i "Briganti di Cerreto", cerca di invertire la tendenza ultradecennale all'emigrazione, lavorando nei boschi, nei castagneti, facendo rivivere il paese con un turismo di riscoperta delle radici culturali assai diffuso all'estero ma molto meno in Appennino.  
Itinerario: 
Dal centro di Cerreto Alpi 921 m (albergo trattoria Gian) si sale verso S lungo la stretta via (sent. 649) che sale verso SW, incrocia la via Circonvallazione e prosegue fino a lasciare il campo sportivo sulla destra. Ormai divenuta larga carrareccia, la via scavalca un colletto e scende leggermente e al primo bivio, 986 mt, si lascia la carraia principale per voltare a sinistra in salita (sent. 649F), imboccando un'antica mulattiera per i laghi e le foreste soprastanti. Presto la carraia costeggia alcuni campi aperti, poi la mulattiera riprende nel bosco per salire lungo un bel viale di cerri, fiancheggiata da muri a secco. Poi a quota 1035 m una secca svolta a destra segna il passaggio tra il querceto e il soprastante castagneto. Ora in salita progressiva verso S, aggiriamo il poggio del Montale, fino a uscire su un piccolo valico panoramico su marne grigie scoperte ed erose, dette le Orsarecce. Si prosegue sulla mulattiera, che sale di traverso con tratti panoramici sul gruppo del Monte Casarola, con lunghi tratti in falsopiano sui 1130 m. Dopo un caratteristico affioramento di calcari cavernosi attraversiamo una linea elettrica, quindi la mulattiera si infila a sinistra lungo una valletta in salita nella faggeta, fino ad incrociare il sent. 649 nuovamente. Lo imbocchiamo verso sinistra in salita a tratti ripida, lasciando a sinistra un'antica torbiera detta la Pianaccia 1166 m. Costeggiando l'alta valletta del Canale Cerretano si sale a sinistra prima di guadarlo (seguendo i segnavia 649, e presto si va ad incrociare una strada, poi si scende sulle rive del Lago Pranda 1274 m (1.30). 
Antico lago di origine glaciale, lentamente interratosi e mutatosi in torbiera, fu di nuovo innalzato il livello dell'acqua con una piccola diga sull'emissario, il Canale Cerretano, ed oggi si presenta come un basso ma vasto lago circondato da faggete. 
Si inizia a costeggiare il lago sulla sponda occidentale, costellata da grandi massi erratici: si lascia a destra il sent. 649B, e poco prima di risalire su una carraia si può compiere a destra una bella deviazione al Lago Le Gore predendo un sentierino scalinato alcuni anni fa con segnavia rosso-arancio.
Conviene fare il giro attorno al lago, il più isolato e il meno frequentato, nonostante la strada per il moderno insediamento di Cerreto Laghi passi poco a monte del bacino. 
Chiusi ormai gli altri vecchi sentieri, conviene tornare sui propri passi fino alle sponde del Lago Pranda e prseguire sui segnavia 649 verso destra, attraversando poco dopo su ponticello di legno il Canale Cerretano che si immette nel lago. 
Si attraversa una fitta faggeta e dopo un tratto di recente esbosco, si scende poi sulla destra nella conca di origine glaciale ai piedi dello stradello, e poco battuto raggiunge il fondo della torbiera del Canè . Verso N si riprende il sentiero che rientra nella faggeta scendendo lungo l'emissario della torbiera. Ad un certo punto si prende sulla destra scendendo a tornanti nella faggeta, fino a incontrare il castagneto, tenendosi sempre in discesa tra una valletta a destra e il castagneto secolare a sinistra. Infine si esce sulla strada sterrata a quota 1033 m . Sul lato a valle la mulattiera continua a scendere nel castagneto del Morale, fiancheggiata da muri a secco, e con tratti ancora selciati guada un ruscello. Segue il tratto più suggestivo e conservato, con faggi potati ad arte per sostenere le scarpate laterali, e oltrepassata una Maestà con la Madonna di Montenero ci si accosta al Canale Cerretano entrando nel borgo di Cerreto Alpi.
SAB 22 AGOSTO Pezzalunga e Belfiore

Punto di partenza: Passo Crocetta 1264 m
Punto di arrivo: Passo Crocetta 1264 m
Grado di difficoltà: E
Tempo di percorrenza: 5 h 30 m
Dislivello: 850 m
Massima altitudine: 1893 m- Monte La Nuda.
Segnavia: 00 - 649 - 649C - 649B

Un grande circo di origine glaciale, detto la Pezzalunga, fa nascere il torrente Rosaro, uno dei principali dell'alta Lunigiana: pur rivolto a settentrione getta le sue acque nel mar Ligure, e non è l'unica stranezza. La congerie di massi e pareti verticali lo ha fatto denominare Vallone dell'Inferno da parte dei primi alpinisti che dagli anni '40 vanno a salire su roccia e su ghiaccio in inverno le pareti del Forame e del Gendarme, spettacolari e compatte arenarie grigie sospese tra i verdi pascoli e il blu del cielo.
Itinerario: Si parte dal Passo della Crocetta chiamato un tempo Borellaccia o Belvedere. Si imbocca uno stradello a destra che sale ad alcune case poi termina e i segnava proseguono su bel sentiero nella faggeta.
Una salita tra piazzole di carbonaie supera dapprima un bivio a sinistra con il sent. 649A per il lago del Cerreto a quota 1350 m c., poi un altro a destra con il sent. 96 per Sassalbo a 1420 m c. quasi sul limite superiore del bosco.
Aggirati alcuni spuntoni tra radure ricche di lampone e mirtillo si sbuca in una conca piana a quota 1600 m, un tempo occupata da un laghetto, poi torbiera e ora conca pascoliva dove il mirtillo si espande in assenza di greggi da molti anni. A sinistra oltre un cordone morenico brilla il tetto del Bivacco Rosario 1613 m.Poco lontano, sotto un grande roccione di arenaria sgorga una fonte perenne mentre i dintorni sono ricchi di mirtilli e lamponi.
Il sentiero rimonta ripido il centro dell'anfiteatro di origine glaciale della Pezzalunga, o Vallone dell'Inferno, uno dei più spettacolari dell'Appennino Tosco-Emiliano, fiancheggiato dalle balze rocciose del Forame, del Gendarme e dello Scalocchio. Il crinale che si raggiunge al termine della salita a quota 1818 m, divide le valli del Rosaro e del Mommio, entrambi tributari del Magra e del Mar Ligure. 
A destra una breve deviazione sul sent. 94 può condurre alla base del torrione roccioso del Gendarme, ma noi eviteremo la salita in vetta,( adatta a chi si arrampica su roccia con cavi metallici) per prendere a sinistra il sent. 00 che sale alla base della vetta del M. La Nuda 1893 mt culmine dell'Alpe di Mommio (1.00-2.20), che si raggiunge con breve deviazione a sinistra.
Come da tutte le vette dell'Appennino Tosco-Emiliano con aria limpida si possono vedere le isole toscane, la Corsica e buona parte dell'arco alpino.
Riprendiamo alla base del monte il sent. 00 che segue il crinale verso E in discesa, sbucando su una carraia a quota 1805 m 599043E-4903939N, (0.10-2.30).
Nella valletta si notano alcune barriere di arenaria spaccata dalla gelivazione, ma anche dall'uomo: infatti qui si estraevano le "piagne", lastre di pietra per le coperture dei tetti dei paesi.
Si prosegue lungo il crinale verso SE, con breve discesa ad un piccolo valico a quota 1763 m. Il sent. 00 aggira da N la vetta della Cima Belfiore 1811 m, ma è possibile e più suggestivo salire con breve deviazione, che vi conduce successivamente al bel cippo confinario detto sulle carte Termine Tre Potenze 1772 m( Toponimo anteriore al 400' che potrebbe indicare il confine tra i 3 stati di allora di Modena, Toscana e Garfagnana o più probabilmente fa riferimento a tre grandi bacini territoriali, la Val Secchia reggiana a N, la Lunigiana (val di Magra) a SW, la Garfagnana (Val di Serchio) a SE.
Comunque il panorama sulle tre vallate è spettacolare, le Alpi Apuane si stagliano di fronte, il golfo della Spezia ad W, la Pietra di Bismantova e il Ventasso a N.
Un sentierino aperto a fatica tra bassi ginepri, graminacee e mirtillo scende lungo lo spartiacque di nuovo al sent. 00, che traversava sul versante N passando presso una sorgente ormai tutt'altro che perenne, e in breve si raggiunge il Passo di Belfiore 1664.
Dal Passo di Belfiore imbocchiamo il sent. 649 verso N scendendo rapidamente nella Val Belfiore, perdendo oltre 100 m di dislivello tra faggeta e radure. In una radura a quota 1550 m c. si nota che il sent. 649 volta bruscamente a sinistra in salita, in maniera del tutto illogica se vogliamo scendere: infatti diritto vediamo l'antica mulattiera che prosegue nel bosco (segnavia bianchi e rossi 649C): la imbocchiamo allora, tenendo sempre la dir. N. Un bel percorso nella faggeta cedua ci porta attraverso innumerevoli piazzole di carbonaia, testimonianza dell'attività principale che costellava ogni estate la valle di colonne di fumo ininterrotto, fino ai primi anni '60. Si attraversano diversi ruscelli, in genere secchi in estate, mantenendosi per molto tempo ad una quota di circa 1500 m. Affacciandosi su un costone detto Il Poggione dove finalmente si può vedere la vallata da una radura a ginepro e rocce affioranti, si inizia poi a scendere di nuovo nel bosco, attraversando una larga valletta invasa dalle rocce caotiche e arrotondate dei pendii erosi dai ghiacciai, e infine con una progressiva discesa si esce su uno stradello forestale a quota 1330 mt. Aggirando la valletta carsica del Rio Torbido (si nota una bella dolina a sinistra, poi lo sprofondamento della valletta a destra), su affioramenti gessosi del triassico, superiamo un colletto a quota 1400 m (bivio per il M. Maccagnino), e presa la dir. W, lo stradello scende leggermente, attraversa una pista da sci e ancora infine sbuca su un tornante stradale 1380 m 599610E-4905979N, tra i più alti edifici residenziali della stazione turistica di Cerreto Laghi. Si segue la strada in discesa tra alberghi e condomini, tagliando poi a destra e scendere con i segnavia 649 verso il Lago del Cerreto 1344 m.
Dal piazzale del Lago si scende a destra in dir. N (segnavia 649), deviando a sinistra poco dopo 599312E-4905961N: una fila di cassonetti dei rifiuti, ancorché con riciclo, ostruiscono il percorso, ma i continui lavori di nuovi edifici e gli ammassi cronici di materiali creano purtroppo da anni un paesaggio degradato. Si scende ripidamente lungo una pista da sci fiancheggiata da lampioni, fino a rientrare nel bosco. Presto si raggiungono radure al margine delle torbiere del Lago Pranda, e tra stazioni del percorso vita il sent. 649 fiancheggia la pista di fondo con lampioni, verso N. Ad un bivio i segnavia 649 proseguono a sinistra.Il sent. 649 volta a sinistra per attraversare una vasta torbiera e compiere il giro attorno al Lago Pranda sul versante W. 
Prendendo il sentiero 649 B che si addentra nella faggeta si sbuca sulla strada all'altezza di una linea elettrica per scendere di fronte su carraia sempre con segnavia 649B. Sfiorata una torbiera sulla destra, una risalita ci fa rientrare sulla strada sul bordo di un tornante. Seguendo la strada diritto per 100 m si riprende in discesa a destra una carraia sempre segnata 649B, che serpeggia mantenendo la dir. NW nella faggeta diradata. Ad un primo bivio dopo una torbiera, si volta sulla carraia di destra in leggera discesa verso NW, sempre seguendo i segnavia. Si prosegue sempre in piano verso NW, fino ad un bivio, segnalato con tabella in legno (Belvedere), dove i segnavia voltano bruscamente a sinistra (1266 mt).
Proseguendo diritto si sale in pochi minuti alla vetta isolata del M. Zuccalone 1274 m, l'unica a spuntare dalla fitta faggeta del "Bosco Reale", e su questo offre una panoramica a 360° dei monti adiacenti. 
Dal bivio si riprende il sentiero segnato, che inizia a scendere nella valletta del Rio Bianco, toccando poi la fresca fonte della Crocetta, e risalendo in mezza costa nella faggeta fino a sbucare sulla strada provinciale per Cerreto Laghi poco lontano dal Passo della Crocetta 1264 m.

DOM 23 Sorgenti del Secchia

Punto di partenza: Passo del Cerreto 1253 m
Punto di arrivo: Passo del Cerreto 1253 m
Grado di difficoltà: T
Tempo di percorrenza: 3 h
Dislivello: 370 m
Massima altitudine: 1536 m
Segnavia: 00 - 671- 675

Alle sorgenti del Secchia confinavano tre Stati fra metà '400 e il 1847, con il vasto pascolo del Prataccio diviso in tre fette destinate ai pastori di Cerreto, Succiso e Camporàghena. Un ampio catino di origine glaciale, dominato dalle creste dell'Alpe Marina, di Pietratagliata, della Spiaggia Bella, del Casarola attira escursionisti in ogni stagione più d'ogni altro sito in tutta la vallata. A ragione veduta.

ITINERARIO: Dal Passo del Cerreto 1253 m ci si avvia sul sentiero 00, che parte dal piazzale del ristorante Passo del Cerreto, sul lato W della SS 63. Occorre attraversare il giardino del ristorante per seguire il sentiero che serpeggia sul versante N del Colle Ospedalaccio, in antico detto M. Rapinale. Si cammina subito tra doline ben visibili, e relativi affioramenti gessosi, ma alcuni scavi allungati lungo il crinale sono opera dell'esercito tedesco attorno al 1944-'45 per rinforzare le retrovie della linea gotica.
Quasi del tutto in mezza costa si aggira il colle fino a sbucare di nuovo sul crinale sui larghi pascoli del Passo dell'Ospedalaccio 1280 m, attraversando i quali si raggiunge uno stradello forestale (0.30).
Se seguiamo la strada verso destra raggiungiamo in breve il cippo napoleonico 1292 m 595969E-4907264N, eretto per una pura formalità tra "Empire Français" a sud e Regno d'Itala a nord (infatti regnava su entrambi lo stesso Napoleone) e recuperato da volenterosi sassalbini dal bosco in cui era stato rapidamente rovesciato per ordine dei restaurati sovrani dopo il 1815 . Dal cippo, voltando a sinistra si imbocca in salita il sent. 00 e 671 che inizia ad inerpicarsi fuori dal bosco sulle pendici del M. Alto.
Poco a monte essi si dividono, e noi teniamo a destra il 671, quello meglio battuto, che inizia a salire obliquamente verso destra. Il panorama si allarga e noi puntiamo ad una costa rivestita da faggi. Sotto i primi che troviamo sgorga una fonte detta dei Linguazzi. Infine con un'ultima salita sbuchiamo sulla costa della Marinella, a 1533 m .
Sul versante opposto si entra nell'alta valle del Secchia, e dopo pochi minuti di falsopiano tra faggete rigogliose e carbonaie sbuchiamo nella splendida conca del Prataccio 1509 m .
Si percorre tutta la piana e sempre sul sent. 671 si inizia a risalire tra i faggi il versante del monte in dir. W. Presto si individua a sinistra tra zone umide la Sorgente del Secchia 1536 mt formata da varie polle che scaturiscono dagli strati di arenaria macigno ai piedi del M. Alto. 
Tornati al limite del bosco dove eravamo sbucati nel Prataccio, si individua l'imbocco nel bosco del sent. 675, a sinistra del sent. 671. Ci infiliamo nella faggeta e seguiamo in discesa i segnavia tra carbonaie e sassaie, radure e faggete fitte, fino a sbucare sulla strada forestale presso una sorgente (detta del Riolo) 1287 m. Seguendo lo stradello a destra in pochi minuti ritroviamo il cippo napoleonico del Passo Ospedalaccio 1292 m. Da qui si rientra al Passo del Cerreto percorrendo la bella faggeta dell'andata.

Other Menu

Utenti Online

 2 visitatori online


Video

Modulo Laterale

The standard chunk of Lorem Ipsum used since the 1500s is reproduced below for those interested. Sections 1.10.32 and 1.10.33

Creste di Confine