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IL RAMO D'ORO

Scritto da Diego Rossi 23 Luglio 2015

SABATO 1 AGOSTO: IL RAMO D'ORO: Passeggiata divulgativa alla scoperta delle borgate dell'Alta Val Prino.


Secondo appuntamento dell'anno in Val Prino in compagnia della guida ambientale-escursionistica Jack in The Green e dello scrittore Marino Magliani.

Protagonista di questa giornata sarà l'ulivo con la sua dolcezza e compostezza che è possibile scoprire attraverso gli innumerevoli scorci paesaggistici che incontreremo lungo il cammino.

La forte presenza dell'ulivo la percepiremo anche quando lui non si presenterà direttamente ai nostri, questa sarà possibile infatti anche osservando le porte dipinte di Valloria o ascoltando i passi di qualche scrittore ligure narrati da Marino Magliani.

Un percorso non impegnativo che ci cullerà nel cuore delle colline imperiesi ammaliati da suggestioni di liguritudine come non mai.


Itinerario:


Dal Municipio di Prelà si segue la strada provinciale in direzione di Valloria/Tavole. Passato il primo ponte si svolta a sinistra e, dopo circa 100 metri, a destra sulla mulattiera che si inerpica tra i coltivi. Si ritorna sulla strada provinciale in prossimità di Costiolo: si procede salendo a monte della strada, passando davanti alla chiesetta di San Bernardo. Si percorre tutta la lunghezza della borgata per poi svoltare a sinistra e poi a destra ritrovando la mulattiera. La si percorre tutta per giungere a Valloria: qui, dalla piazza della Chiesa si imbocca la mulattiera in direzione San Giuseppe e, dal santuario, proseguendo sulla destra si trova sulla sinistra la mulattiera che conduce alla chiesetta campestre dedicata alla Madonna del Piano, prima, e a Tavole, poi. Si passa tavole e si segue la strada provinciale in direzione Villa Talla. Poco prima di entrare in paese si imbocca la strada che, sulla destra, scende verso fondovalle tra gli oliveti. Si continua a scendere senza mai abbandonare la strada fino al ponte sul Rio Arbareo. Da qui si procede in piano fino a giungere nella Borgata di Canneto. Come si ritorna sull'asfalto si prosegue verso Praelo, Case Carli e Prelà.


Distanza: 10km

Dislivello: ± 400m

Difficoltà: E

Durata: 4h.


Quota di Partecipazione: 10 euro. Ritrovo ore: 9h davanti alla chiesa di Molini del Groppo a Molini di Prelà..di fronte al Comune.

Pranzo libero.

Equipaggiamento: Scarponcini con buona suola, t shirt di ricambio, borraccia, costume da bagno.


Info e Contatti: Jack in The Green( guida ambientale/escursionistica: 3341217884)

e mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. website:www.crestediconfine.com

Peace of Mind( Upega- Rocca del Ferà)

Scritto da Diego Rossi 23 Luglio 2015

GIOVEDì 30 LUGLIO: UPEGA- ROCCA DEL FERA'


Difficoltà: EE :: [scala difficoltà]

quota partenza (m): 1291

quota vetta (m): 2404

dislivello complessivo (m): 1300

Durata Complessiva: 8 h + sosta pranzo.

Equipaggiamento: scarponcini con buona suola, t shirt di ricambio, mantella. 2 litri d'acqua. Facoltativa: pila, binocolo e corda.


Località partenza: Upega (Briga Alta , CN ) ore 8,00 davanti alla Locanda d'Upega

Primo Ritrovo ore 7,00: Bar Iperself La Cava tra Imperia e Pontedassio. Possibilità di pernottare la notte precedente al Rifugio Porta del Sole: 0174390401. Info e Contatti x Trekking: Jack in The Green( guida ambientale/escursionistica: tel 3341217884) website:www.crestediconfine.com.

Si consiglia di prenotare entro Mercoledì 29 Luglio alle ore 18.

Quota di Adesione: 10 euro.



Note tecniche:

Percorso molto panoramico che in salita si svolge quasi interamente sullo spartiacque tra la Valle di Upega e il Vallone di Carnino. Non presenta particolari difficoltà, potendo aggirare i vari risalti e torrioni che si incontrano lungo l'itinerario. E’ possibile percorrere la cresta integralmente, superando sul filo i vari risalti; in tal caso le difficoltà aumentano fino a F, F+ per la cresta, PD per il Torrione Mader, AD per il Dente Mader.

*Per affrontare questa cresta è però necessario non soffrire di vertigini anche se la cengia più brutta è dotata di corda corrimano.

La discesa si svolge nel vallone di di Upega, e presenta alcuni parti di sentieri non molto segnalati tratti privi di sentiero e segnaletica (problemi di orientamento in caso di nebbia).

E’ consigliabile percorrere l’anello in questo senso, perché la cresta offre notevoli scorci panoramici, mentre la discesa dalla cima al Colle Selle Vecchie è piuttosto ripida e priva di sentiero (faticosa in salita).


Descrizione itinerario:


Da Upega, attraversato il paese e raggiunte le ultime case, si segue il sentiero per il Passo di Lagarè (cartelli indicatori sulla destra della piazzetta al termine del centro abitato), fino a raggiungere la sella a quota 1745 m. Qui si abbandona il sentiero e si sale a sinistra per tracce su un ripido costone erboso fino a raggiungere la Cima Caplet 1980 m sormontata da un cippo, lasciando a destra la rocciosa cima del Dente di Carnino, sulla quale è posta una croce che riporta l'errata indicazione "Cima Caplet" ( F; bellissimo panorama su Carnino).

Si procede lungo lo spartiacque (segnavia rossi) con brevi saliscendi, superando boschetti di pini e facili tratti rocciosi. Si traversa per un tratto sul versante sud poi si torna sullo spartiacque raggiungendo la cima della Rocca Ferà 2221 m. Si scende brevemente lungo la cresta e si giunge in corrispondenza di due torrioni (Torrione Mader a ovest e Dente Mader a est, separati da un piccolo intaglio).

Successivamente  la dorsale si restringe, scende ad un colletto, prosegue sul versante  Upega per evitare due formazioni rocciose, ritorna quindi sulla dorsale e ad un nuovo colletto (qualche tacca rossa). Si passa ora sul versante opposto (lato Carnino) e si raggiunge la formazione rocciosa del Praet, per poi proseguire su dorsale sino alla Rocca  del Ferà (2221m), dove si trova un  ometto in pietre e resti di una croce in legno. Poco più avanti si tocca una sella, posta tra le due torri rocciose del Dente e della Torre Mader. Si aggirano a sinistra, scendendo brevemente un canale erboso, per poi ritornare sulla dorsale al Colletto del Ferà (2180 m). Su filo di cresta, tra erba e roccette, si raggiunge infine la Cima del Ferà (2235 m), segnata da un ometto di pietre.


Dalla cima del Ferà si prosegue oltre, scendendo per ripide zone erbose sino ad una sella e da qui, superando una sommità erbosa, si raggiunge infine il Passo di Framargal (2179 m), dove passa la rotabile sterrata Monesi-Colle dei Signori-Tenda. (20')


Discesa: dalla vetta si scende, senza traccia, lungo il versante sud-ovest, fino al Colle delle selle Vecchie (2098 m.), con percorso a piacere su terreno ripido ma abbastanza facile e ben terrazzato. Dal colle si scende alla strada sottostante, che si percorre in direzione sud (discesa) per poche centinaia di metri. Raggiunto un albero con cartelli (non il primo, ma il secondo, poco prima che la strada esca dal bosco per percorrere un lungo tratto assolato,) si nota a sinistra una traccia di sentiero che scende nel lariceto, percorrendo un evidente costone in direzione est. Il sentiero intuibile anche se ricoperto da aghi di larice, è segnato sugli alberi con vecchi bolli gialli ormai poco visibili. Ad un certo punto si tralasciano i segni gialli che proseguono diritti su terreno coperto da vegetazione, e si segue la traccia principale che piega decisamente a destra, scendendo in diagonale verso sud fino ad una bella radura dove si attraversa un ruscello. Da qui si procede seguendo la traccia di sentiero, poco evidente ma segnato con ometti sparsi sui cippi tagliati, proseguendo verso sinistra (est) mantenendosi più o meno paralleli al corso d'acqua. Entrati nel bosco a circa 1700 m si incontra un cartello indicatore, qui il sentiero torna evidente e scende nel lariceto e poi per un prato, fino a trovare nuovamente il torrente che si deve attraversare, raggiungendo le case Nivorina 1600 m circa.

Da qui il sentiero è molto bello e scorrevole sul versante idrografico sinistro del vallone, con scorci molto panoramico ed un passaggio in alto sulla gola scavata dal torrente. Raggiunta la stradina nei pressi della Cappella Madonna della Neve, in pochi minuti si è nel centro di Upega.



IN COMPAGNIA DEI LUPI( BAISSE DE GEREON-CIMA MARTA)

Scritto da Diego Rossi 14 Luglio 2015

DOM 26 LUGLIO: BAISSE DE GEREON- CIMA MARTA- TESTA DELLA NAVA- CRETE RIONARD-BAISSE DE GEREON



Escursione di notevole fattura e mediamente impegnativa che propone elementi di interesse naturalistico ad altri di carattere storico- militare.


DESCRIZIONE SENTIERO: Seguire una strada forestale che entra a sinistra nel bosco, al suo termine si prosegue (SE) lungo il sentiero estivo (tacche gialle) che percorre il fianco sinistra della Crete du Rionard lambendo larici e pini silvestri. Passare alla base di alcuni roccioni e proseguire nel ripido bosco fino a raggiungere l'ampia cresta. Voltare a sinistra (NE) per raggiungere la cima. 

Dalla cima vista superba sulle isole di Lérins , la punta del Bego, la Rocca dell'Abisso e il Marguareis.

Da Marta seguire l'itinerario di cresta verso Testa della NAVA per poi seguire la direzione per il Col d'Afel(256 balise) e da lì proseguire per il fianco destro la Crete de Rionard da cui segue il medesimo sentiero dell'andata fino a la Baisse de Gereon.


DISLIVELLO: 890 mt. Durata: 6h30 Ritrovo ore 7,30 Bar Gazoline e trasferimento a La Brigue. Partenza: 8h30 c.a. Quota di partecipazione: 10 euro.

Equipaggiamento: scarponcini con buona suola, t shirt di ricambio, ki way, mantella di scorta. Facoltativa: Pila, Corda, Binocolo. Pranzo al Sacco. 2 litri d'acqua.


Info e Contatti: Jack in The Green: Guida Ambientale-Escursionistica:( tel:3341217884) e mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Come arrivare: Attraversare in auto l'abitato di La Brigue a fine paese invece di percorrere il secondo ponte sul Torrente Levenza, tenere la dx orografica e percorrere la strada che passa a monte del paese; attraversato il ponte sul Ru Sec si risale la sua sponda sx fino a Meurgiora (palina 249). Percorrere la strada ce sali a tornanti lungo la quale si torva la palina 248. Da qui è possibile continuare la strada (allungando il percorso) o attraversare il Vallone de Meurgiora e seguire tacche gialle fino ad incrociare nuovamente la strada (palina 247). Proseguire la strada fino a Baisse de Gereon (palina 251). 

CASTELMAGNO DOC( VEN 14-DOM 16 in Val Grana)

Scritto da Diego Rossi 22 Giugno 2015

CASTELMAGNO DOC


FERRAGOSTO DI TREKKING E MUSICA IN VAL GRANA: da Venerdì 14 a Domenica 16 Agosto.


Il vento fa il suo giro nelle notti estive delle valli occitane e spinge i cuori avventurosi a vivere speciali emozioni alpestri.

Per l'occasione trascorreremo un week end di Ferragosto in alta Val Grana nel segno del Trekking e della musica, della cultura e della tradizione occitana.

Si tratta di una terra avvolta da miti e leggende legata ai sarvan e alle masche, in cui le rocche, le cime e le selle evocano sovente il ricordo di antichi prodigi.

A coronamento di questo fine settimana immersi tra le verdi praterie della Val Grana ci sarà il concerto dei Lou Dalfin, il più rinomato gruppo musicale occitano che nel pomeriggio di Ferragosto infiammerà il sagrato del Santuario di San Magno per fare vivere ai presenti due ore intense e struggenti di musiche, balli e racconti d'occitania.



Venerdi' 14 Agosto:Pradleves


Partenza ore 15,00 da Olivetta San Michele( Bar Gazoline). Arrivo a Pradleves intorno alle 17,30/45. Sistemazione in struttura( Albergo Leon d'Oro) e breve giro turistico del borgo. Per motivi logistici si consiglia di prenotare entro Lunedì 6 Luglio.


Quota 2 notti più mezza pensione: Prezzo Camera Doppia: 160 euro

Camera Singola: 100 euro. Camera quadrupla: 280 euro.

Quota 2 notti più mezza pensione.

Quota trekking a persona: 12 euro.


Sabato 15 Escursione. Alla Scoperta della Borgata Narbona e Festa del Concerto dei Lou Dalfin.


Narbona è un borgo che sta scomparendo, l'ultima Thule, l'estrema fra le terre abitate. Abbandonato dai suoi abitanti fin dalla fine degli anni '50 è rimasto così, ancora con i mobili nelle case, fino ai giorni nostri. Ora le intemperie e gli anni che trascorrono lo stanno riducendo ad un ammasso di ruderi. Il borgo, stretto tra la Cima Crosetta (2194 m) e la Rocca Cernauda (2284 m), è situato nella nascosta comba di Narbona, ad est del Monte Tibert.

Superato poi il paesino di Pradleves si raggiunge Campomolino dove è allestita la Casa-Museo una “Casa per Narbona” e, ad inizio paese, ci si infila a destra nella stretta strada a tornanti che raggiunge la borgata Colletto (1268 m) dove si trova parcheggio su un piccolo piazzale.

Tornati indietro al tornante precedente prendiamo la strada (indicazioni) che si inoltra verso Valliera e Narbona (l’Arbona in dialetto provenzale).

Dopo un po’, ad un bivio, abbandoniamo la strada che prosegue per Valliera e il Colle della Margherita seguendo invece il sentiero che incide lateralmente i pendii fortemente scoscesi del vallone di Narbona.

Durante i primi tratti di salita, sul lato destro, possiamo osservare una massicciata in pietre che serviva da “posa dei morti” (nel periodo invernale i morti venivano custoditi in qualche fienile della borgata e portati al cimitero di Colletto solamente quando non c’erano più problemi con la neve).

Il sentiero prosegue e va a raggiungere su un poggio panoramico un piloncino (pilone di Narbona), dal quale si ha una bella visuale di Campomolino e dell’aguzza Rocca Cucuja.

Contornando asperità rocciose la mulattiera prosegue tenendosi a debita distanza dal fondo valle, procedendo con leggere salite e discese tra betulle, frassini e qualche ginepro e scavalcando di tanto in tanto rivoli laterali.

Superando lungo il cammino numerosi rivoli laterali raggiungiamo, ad un bivio, il sentiero proveniente dal fondovalle di Campomolino e, più avanti, ci imbattiamo in una costruzione in pietra denominata “il Tech”.

Poco oltre scavalchiamo un rio che raccoglie le acque di una comba soprastante ed in salita a zig-zag ci inoltriamo verso un lungo viale di frassini che precede la borgata di Narbona (1495 m).

Il paesino, abitato fino alla fine degli anni ’50, è ora in completo stato di abbandono. Facendoci largo tra le macerie delle vecchie case, dopo aver superato la cappella della Madonna della Neve, nella quale sono ancora presenti i banchi di preghiera, girovaghiamo tra le tante antiche abitazioni crollate o che stanno per crollare.

Proseguendo a mezza costa si incontra il Rio Salmiria e poco dopo inizia l'impegnativa salita tra i tornanti che argina uno sperone roccioso che porta l'appellativo sinistro di Rocca de la Morte.

Dalla cima della rocca, il sentiero prosegue a mezza costa e superato un secondo sperone roccioso dopo una breve ma irta salita si raggiunge un ampio pianoro detto Pian del Bue.

Attraversato il Rio Narbona si prosegue su un lungo tornante incrociando il percorso proveniente dalla Basse di Narbona.

Qui si svolta a sinistra procedendo verso il passo des Crousetes e sovrastante le ampie conche pascolive del Chastlar. Nei pressi del Colle si può visitare lou pertus de patarasa, un pertugio contenente all'interno del ghiaccio perenne. Svoltando a sinistra invece il sentiero va incrociare la pista forestale che scende al Santuario di San Magno dove alle 16,00 vi sarà il proverbiale concerto dei Lou Dalfin.


DOMENICA 16 Agosto: Partenza ore 9,00 da Pradleves x Cialancia. Pranzo al sacco o Libero. Dislivello: 537 mt Durata: 3 h


Il percorso, di grande valore paesaggistico, è costellato di luoghi leggendari in cui affiorano continui racconti popolari che ci trasportano in un mondo intriso di mitologia, evocata dal curioso fenomeno della pareidolia.

Il borgo di Cialancia si raggiunge lungo una ripida salita in pietre e cemento. Al primo tornante verso sinistra si lascia a destra il sentiero per borgata Grange. Al successivo tornante, si lascia a sinistra (paline) il sentiero per il Pount de Rulavà e la borgata Colletto (Culet) per la Vio di Mort.

Entrambe le diramazioni fanno parte del lungo itinerario denominato La Curnis invero non troppo frequentato e segnalato.

Raggiunte le ultime case, a fianco del forno, la salita in pietra e cemento termina e si svolta a sinistra (paline) sul sentiero per Cauri. Il comodo sentiero passa tra alcune case , lascia quasi subito un evidente sentiero a sinistra che ridiscende verso Cauri, poi prosegue a mezzacosta tra vecchi terrazzamenti ricolonizzati dal bosco e vecchi castagneti. Lasciata una traccia che si stacca a sinistra, inizia una moderata ma costante salita che porta prima a passare un impluvio, quindi a doppiare un costone.

Si prosegue in falsopiano, poi in leggera discesa fino ad un bivio, ancora a sinistra, che si ignora.

*Il bivio, indicato da un artigianale pezzo di stoffa rosso legato ad un albero e da un più convenzionale ometto in pietre, può trarre in inganno sulla via del ritorno, dal momento che l'evidente sentiero si stacca quasi parallelo al sentiero principale.

Passato il bivio, il sentiero s'innalza nuovamente per portarsi su un costone dal quale si aprono bei panorami sulla media Valle Grana. Oltre il crinale riprende il mezzacosta in leggero saliscendi; giunti ad un boschetto di faggio, il sentiero s'innalza improvvisamente a stretti tornanti, con pendenze sostenute, per valicare l'ennesimo costone presso una sorta di colletto da dove si aprono nuovamente bei panorami sulla Valle Grana.

Abbandonata la faggeta, ricomincia il mezzacosta in leggero saliscendi poi, con leggera ma costante discesa, si arriva ad un impluvio. Si guada il piccolo rio e, sul versante opposto, si percorrono le ultime decine di metri che separano dalla borgata Cauri.

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